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I vantaggi della cosidetta "arretratezza"PRESENTAZIONE: CHI SONO E COME LA PENSO Devo premettere che non sono un’agronoma né una botanica e che mi occupo da pochi anni di agricoltura e giardinaggio solo a livello dilettantistico e per puro piacere personale. Tuttavia, il mio grande amore per la natura e per la fertile terra di Scario, nonché il mio interesse per l’ecologia e l’ambiente, mi spingono a divulgare, a tutti coloro che condividessero queste mie passioni, i principi basilari della difesa della natura, attraverso quel poco che so e che ho imparato da persone più esperte di me nonché dalla pratica. Mi ripropongo, in questo mio modesto lavoro divulgativo, di usare una terminologia semplice ed un approccio quanto più possibile “popolare”, nell’intento di rendere queste informazioni accessibili a chiunque e, anzi, proprio per raggiungere ogni mio lettore fin nella sua casa, nel suo orticello e nel suo giardino, vorrei addirittura instaurare con lui un rapporto familiare. Allora comincerò col presentarmi a tutto il pubblico virtuale nel modo più sincero. E per mettere subito in chiaro chi sono, comincerò col dire che a me il progresso non piace! Sono una reazionaria, cioè vorrei tornare alla vita semplice, dura ma anche pulita che si faceva una volta. Vorrei che l’umanità si accorgesse che la strada imboccata non è quella giusta, anzi è pericolosissima e che facesse una brusca inversione di rotta verso il passato (= futuro). So che questo significherebbe rinunciare alle comodità, alle medicine “salvavita”, alle aspettative di benessere e di vita di cui godono un certo numero di esseri umani. So che significherebbe anche rinunciare alla tecnologia, alle auto, ai computer, ai telefonini ed anche a questo mezzo incredibile che è Internet che, come una specie di teletrasporto, ci consente di essere in tutto il mondo senza spostarci dalla nostra scrivania… Vi sembrerò pazza, ma vi giuro che io rinuncerei a tutto questo pur di tornare a quel mondo in cui l’uomo viveva in armonia con il pianeta e non poteva permettersi di vivere diversamente, contava allo stesso modo di qualsiasi altro animale e lo sapeva, rispettava le forze e le leggi della natura e le temeva, percepiva l’esistenza di un ordine superiore e indiscutibile e ci credeva. Ma chiudiamo qui questa breve e schietta presentazione ed entriamo un po’ più nel vivo dell’argomento. I vantaggi della cosidetta "arretratezza" Sappiamo tutti che il mondo è cambiato, specialmente a partire dalla cosiddetta industrializzazione, e che l’avanzamento della tecnologia, delle scienze e della medicina, così come il progresso in tutti gli altri campi, hanno prodotto degli squilibri nel rapporto uomo-natura, alterando i cicli biologici e provocando mutamenti profondi nell’ambiente e danni talvolta irreversibili. Il meridione d’Italia è rimasto per lungo tempo isolato, o comunque molto lontano dai cambiamenti che il mondo occidentale ha cominciato a vedere dalla fine del ‘800 e forse anche da prima. Dalle nostre parti, un po’ per mancanza di cultura e di spirito imprenditoriale, un po’ per mancanza di soldi e per tanti, tantissimi fattori socio – economici che non posso qui neanche citare, per tutta la prima metà del ‘900 la vita era rimasta più o meno la stessa del secolo prima. Solo da qualche decennio le nostre terre, con le prime vie di collegamento stradale, con la televisione e poi con tutti gli altri mezzi, hanno ripreso la corsa, nella speranza di riallinearsi alla c.d. civiltà industriale. Ma perché tutto questo lunghissimo prologo, che a molti sembrerà anche intriso di ovvietà? Lo spiego subito il perché, con una semplice domanda: se in una gara di automobilismo si invertisse improvvisamente il giro, quelli rimasti indietro sarebbero svantaggiati o privilegiati? Il fatto è che, come ho detto sopra, io penso che il mondo prima o poi dovrà drasticamente invertire la rotta e allora, dico io, ma che senso ha stragli dietro arrancando per tentare invano di raggiungerlo? Perché invece non sfruttare questo ritardo per avvantaggiarsi in quel nuovo percorso che si dovrà necessariamente adottare? Ad esempio, da modesta conoscitrice della zona, so che il territorio di Scario, San Giovanni a Piro e comuni limitrofi non si presta e non si è mai prestato a colture intensive. Laddove, invece, come nelle grandi pianure del centro-nord, l’agricoltura industrializzata ha avvelenato per anni il terreno con erbicidi, pesticidi ecc., adesso si fanno i salti mortali per tornare all’agricoltura biologica. Ecco, vedete che in questo noi siamo avvantaggiati! Vi ho fatto solo un esempio in tema con l’argomento di questa sezione, ma pensiamo a qualsiasi altro aspetto del vivere umano: all’alimentazione, per dirne una. I dietologi del mondo intero invitano a tornare alla vecchia, sana alimentazione degli anni ’50 (la c.d. “dieta mediterranea”). Ma noi, si può dire, praticamente non l’abbiamo mai abbandonata, no? E approfitto di questo collegamento tra agricoltura ed alimentazione per introdurre un argomento cardine, intorno al quale ruotano tutte le future riflessioni: la terra a modo suo si difende dall’uomo e lo fa restituendoci pan per focaccia, ossia ci manda indietro quello che le diamo… infatti l’acqua, l’aria e la terra, con tutti i suoi frutti sono avvelenati! La contaminazione del cibo e dell'acqua Dal DOSSIER DI LEGAMBIENTE di quest’anno emerge che nel 2005, su 10.000 campioni analizzati tra frutta e verdura, , il 28% sono risultati contaminati! Le contaminazioni maggiori sono state rilevate nella frutta, piuttosto che nella verdura, inoltre le sostanze chimiche sono presenti anche nei derivati. E l'Italia non si è ancora dotata di un piano di riduzione dell'uso di pesticidi! Tra i casi più eclatanti spiccano alcuni dati forniti dall’Arpa della Campania tra cui un’arancia con ben dieci principi attivi contemporaneamente, due mele rispettivamente con otto e sette residui e due campioni di pere con sei e sette residui. Tra le verdure spicca il caso di un peperone con sette residui e di una zucchina con tre principi attivi tra cui un componente del Ddt, sostanza vietata da molti anni. Tra i campioni dichiaratamente “fuori legge” invece, sono stati individuati sette loti tutti irregolari per superamento del limite ammesso di un pesticida, il Dimetoato, possibile cancerogeno per l’uomo. In questo panorama, risulta scioccante leggere che sia la Calabria che il Molise hanno dichiarato di non aver svolto analisi! Perciò, in definitiva, quanto è vero che il progresso ha portato più ricchezza, più salute e più aspettative di vita? Non sarà invece proprio il contrario? Ossia che si viveva meglio quando non c’era niente? Ecco che allora torniamo al principio del discorso e al tempo stesso ne tracciamo la conclusione: Perché dovremmo inseguire il mondo verso l’autodistruzione? Piuttosto invertiamo la rotta! Perché sperare di allinearci a quelli che hanno corso di più? In realtà loro stanno indietro! Non cerchiamo di raggiungere questo cosiddetto progresso, ma superiamolo! E nelle prossime pagine vi aiuterò a conoscere meglio le capacità incredibili della natura, la ricchezza che essa ci offre in cambio di un po’ di rispetto e i vantaggi che ne avrà la nostra vita e soprattutto quella dei nostri figli se smetteremo di maltrattare la nostra terra. By Norina Sarlo at 22 Giu 2006 - 8:12pm
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