Navigazione |
Insetticidi chimici e predatori naturaliACARI Tra i parassiti delle nostre piante chi non conosce il famigerato RAGNETTO ROSSO??? Forse, però, non sapete che non tutti gli acari sono nocivi e non è necessario usare veleni sempre più potenti per proteggere le nostre piante. Esistono diverse specie di ragni nocivi, che scientificamente si chiamano Tetranychus spp., Panonychus spp. ed Eotetranychus spp.. Questi microscopici ragni possono procurare danni rilevanti su tutte le piante, che siano spoglianti o sempreverdi, erbacee o arboree, ma purtroppo queste creaturine non sono visibili ad occhio nudo, se non con moltissima attenzione ed una buona dose di esperienza. E allora, come facciamo a capire che la sofferenza della pianta dipende dalla presenza di questo parassita? Ecco come: gli acari, pungendo la foglia e sottraendo liquidi cellulari e clorofilla dai tessuti, determinano la comparsa sulla foglia di piccoli puntini o piccole macchie argentee, bronzee o plumbee. Le foglie gravemente colpite disseccano e cadono precocemente lasciando la pianta spoglia. In molti casi sulla pagina inferiore delle foglie colpite si possono osservare delle ragnatele costituite da fili molto sottili. I ragnetti, come ho già detto, sono difficilmente osservabili ad occhio nudo, ma possiamo avvalerci di una buona lente d’ingrandimento per verificare la loro presenza sui vegetali. Osserviamo come si presenta una foglia di ipomea colpita dal ragnetto rosso:
Ed ecco anche una piantina di viola del pensiero gravemente colpita:
Per la difesa delle piante l’industria chimica propone tante soluzioni che si basano su “principi attivi” come i seguenti: Folimat, Amitraz, Dicofol, Clofentezine, Endosulfan, Fenpiroximate e Fenazaquin. MA ATTENZIONE, queste sostanze sono terribilmente nocive e infatti ho scoperto che, a titolo esemplificativo:
Tutti i prodotti che contengono questi principi attivi sono fortemente dannosi per la salute umana e per l’ambiente, soprattutto perché inquinano i corsi d’acqua e le falde acquifere, nuocciono a tutti gli animali acquatici e, naturalmente, uccidendo moltissimi insetti, anche utili, alterano gli ecosistemi e minacciano la sopravvivenza degli animali che se ne nutrono (come gli uccelli). E ALLORA, come difendere le piante dall’attacco di questi parassiti senza utilizzare prodotti altamente dannosi per l’ambiente e per gli animali (compreso l’uomo)? Bisogna sapere che molti animali possono dare un valido contributo al contenimento degli insetti dannosi e quindi saper riconoscere tali creature può consentirci di evitare di ricorrere ai trattamenti chimici. Infatti, in natura gli acari fitofagi (cioè erbivori) hanno dei predatori e il primo tra questi è il Phytoseiulus persimilis che viene utilizzato in tutto il mondo per la lotta biologica al ragnetto rosso, sia su colture orticole che ornamentali, sia in serra che in pieno campo. Questi ragnetti, come le loro prede hanno un colore rosso o arancio brillante, sono leggermente più grandi dei ragnetti rossi, ma questa piccola differenza consente all’occhio umano di vederli distintamente. Questa foto ritrae il predatore del ragnetto rosso ( da molti scambiato per il ragnetto rosso stesso...) a grandezza naturale (sul sassolino). Spesso si ritrova in colonie numerose su davanzali e selciati assolati, non schiacciatelo è utilissimo e non dannoso:
Questi ragnetti utili sono molto mobili: infatti sono caratterizzati da una elevata capacità di ricerca e sono in grado di esplorare ampie superfici. Inoltre, il loro sviluppo in condizioni ottimali è anche più rapido di quello delle prede. Mi raccomando, perciò, non uccidete mai questi animaletti perché sono utilissimi!!! Essi divorano i cugini più piccoli, responsabili dei danni alle nostre colture. Infatti, a differenza di questi ultimi, i ragnetti buoni (Phytoseiulus persimilis) SONO CARNIVORI, NON ERBIVORI! Inoltre, a differenza dei prodotti chimici, questi ragnetti non sono assolutamente dannosi per l'uomo, quindi possono anche essere immessi in quantità nei campi coltivati, acquistandoli presso i rivenditori specializzati. Va detto che gli interventi biologici (quelli con il ragno predatore) sono quasi sempre risolutivi e non contribuiscono a selezionare una nuova specie di super parassita immune al pesticida usato. Se poi aggiungiamo che anche i costi sono paragonabili, se non inferiori, ai costi di una disinfestazione per via chimica, senza il terribile impatto ambientale e la pericolosità per il coltivatore…. Beh, cosa stiamo aspettando ad abbandonare i vecchi sistemi? Per chi non avesse coltivazioni tali da giustificare l’intervento biologico, esistono altri metodi naturali per combattere le infestazioni di acari, come i seguenti:
By Norina Sarlo at 22 Giu 2006 - 8:32pm
|
Utenti onlineCi sono attualmente 0 utenti e 1 ospite collegati
Articoli su ecostenibilità ed energiaPodcast in mp3 di argomenti di ecologia ed energia |